Linea diretta con Putin

Oggi, a partire dalle 12.00 ora di Mosca, è stata trasmessa sui principali canali russi la linea diretta con il Presidente Vladimir Putin, quest’anno alla sua quindicesima edizione. L’evento, che tradizionalmente si tiene in aprile, è stato rimandato di due mesi. Lo spostamento, secondo le parole dell’addetto stampa presidenziale Dmitri Peskov, non è da considerarsi in relazione alle proteste contro la corruzione che si sono tenute il 26 marzo.

La sessione di Q&A si è protratta per circa quattro ore, mentre il record storico del Presidente è di quattro ore e quarantasette minuti. Vediamo quali sono stati i punti più caldi della diretta di oggi:

-Durante la prima parte, si discute molto delle sanzioni e della strategia di sostituzione delle importazioni. Quando gli viene chiesto se la Russia sia pronta a sostenere sanzioni per altri dieci anni, Putin risponde: “La storia della Russia mostra che siamo sempre stati sotto sanzioni, non appena riuscivamo a camminare con le nostre gambe”.

-Poco dopo, assistiamo al collegamento con un ginecologo di Ufa, interrotto da un giovane che, davanti alle telecamere, dice di essere appena diventato padre del suo secondo figlio. Il fatto che, nell’euforia del momento, abbia trovato il tempo di farlo sapere a Putin la dice lunga sulle priorità del cittadino medio russo. Si torna sul medico, che chiede dei bonus per le giovani madri. Putin fornisce alcune statistiche sul tasso di natalità, e dichiara: “Abbiamo fatto molto perché il tasso di natalità crescesse con ritmi che non si vedono in Europa”. In seguito, un telespettatore proporrà di autorizzare le famiglie a spendere i bonus per comprarsi un’automobile.

-Fatto piuttosto raro, Putin parla della sua famiglia, nello specifico dei suoi nipoti. Dichiara che non vuole rivelarne il nome e l’età per non influenzare la loro vita, non vuole che crescano “come principi di sangue”.

-Si passa ad un tema più caldo, ovvero l’Ucraina. Il conduttore chiede a Putin di commentare il fatto che Poroshenko abbia letto pubblicamente una poesia di Lermontov, “Addio, sporca Russia”, in occasione dell’introduzione di un nuovo regime di visti fra l’Unione Europea e l’Ucraina. Come prima cosa, Putin loda Poroshenko per la conoscenza dei classici russi.  Non senza malcelata ironia, si mette a dissertare sulle possibili interpretazioni del componimento di Lermontov. Conclude: “(Poroshenko) voleva innanzitutto mostrare che è pronto ad esaudire le richieste di un certo elettorato, di portare il paese in Europa. A proposito, là di divise blu ce ne sono molte di più che da noi”. Quest’ultimo cenno alle uniformi blu è stato unanimemente interpretato dai commentatori come un riferimento alla comunità LGBT.

-Assistiamo poi ad un collegamento con Stavropol, che ci fornisce un ottimo esempio del modo in cui Putin ha deciso di affrontare le questioni durante questo Q&A. Nell’area ci sono stati degli allagamenti, si attendono aiuti dal governo, che non arrivano. Putin si altera: “Il governo ha mandato i fondi. Vorrei fare una domanda al governatore, che è anche un mio omonimo: Vladimir Vladimirovich, dove sono i soldi?”. Seguito della vicenda: immediatamente, il procuratore di Stavropol viene autorizzato ad eseguire un controllo sull’oggetto delle lamentele degli abitanti. Il canale televisivo “Zvezda” informa che il governatore del territorio di Stavropol ha dato le dimissioni “per motivi famigliari”. La notizia non è confermata da fonti ufficiali, e viene in seguito smentita dall’ufficio stampa del governatore.

-Nel frattempo, sul megaschermo che c’è nello studio, dove appaiono le domande inviate via SMS, cominciano a comparire dei quesiti molto scomodi: “Rogozin (deputato responsabile dell’industria della difesa, ndr) ha assunto il suo stesso figlio, può aiutare anche il mio a trovare lavoro?” oppure: “Quando sarà ristabilita l’Unione Sovietica?”, “Quando ridarete il potere ai comunisti?”. La funzionalità delle domande sullo schermo sembra poi venire disattivata, probabilmente in seguito a questi commenti: “Tre mandati sono sufficienti” e “Arrivederci, Vladimir Vladimirovich!”

-Incredibilmente, arriva una domanda dall’Arizona. Dalla città di Mesa, Jeremy, che si dichiara grande fan di Putin, chiede al Presidente: “Come si può combattere la russofobia negli Stati Uniti?”. Putin risponde: “Non ho il diritto di consigliarti su questo punto, ma ti ringrazio per aver espresso la tua posizione. Sappiamo di avere molti amici negli Stati Uniti”.

-Mentre si parla delle interferenze russe nella campagna americana e delle dimissioni del direttore dell’FBI Comey, Putin fa un annuncio shock: “Se Comey chiederà asilo politico, siamo pronti ad offrirglielo”.

-Dopo oltre tre ore di collegamento, finalmente arriva una domanda sulle proteste degli scorsi giorni: “E’ pronto al dialogo con l’opposizione?”. Putin risponde in modo diplomatico ma sbrigativo: “Siamo pronti a dialogare con chiunque sia intenzionato a risolvere insieme a noi i problemi e non a sfruttare le difficoltà come strumento di propaganda. Chiunque proponga delle soluzioni ha diritto ad avviare un dialogo col governo”.

-Il momento più teso e toccante arriva però quando uno studente fa una domanda sulla corruzione dei funzionari pubblici. Il Presidente risponde chiedendogli se si sia preparato da solo la domanda, o se sia stato aiutato. La replica dello studente è talmente brillante e nello stesso tempo spontanea da ricordare quasi la difesa di Iosif Brodskij davanti al tribunale: “La vita, risponde, mi ha preparato per questa domanda”.

In generale, il Q&A di quest’anno ha in qualche modo dei toni più gravi. I salari bassi, le cattive condizioni del servizio sanitario e le tremende situazioni abitative di parte della popolazione sembrano essere le tematiche che più interessano la gente.

Nel rispondere a queste preoccupazioni, Putin si è dimostrato meno efficace del solito. Spesso, davanti a chi gli esponeva un problema, ha enunciato le statistiche a livello nazionale (sulle quali è sempre molto preparato), attribuendo ogni scostamento da queste all’incompetenza degli amministratori a livello locale e soprattutto regionale. Rispetto agli anni precedenti, risulta più evidente un diffuso malcontento economico e sociale, riguardante in particolare le condizioni abitative. Collegamenti da Izhevsk e dal Circondario autonomo del Chanty-Mansi mostrano famiglie che vivono in abitazioni provvisorie. Questo focus così specifico probabilmente è da leggersi come un tentativo di giustificare il massiccio programma di rinnovamento urbano della città di Mosca, che è stato la principale causa delle proteste degli scorsi giorni.

Significativamente, tali proteste sono state citate soltanto una volta nel corso di quattro ore di collegamento, e anche in quel caso Putin ha liquidato la domanda in fretta. Non c’è stato alcun riferimento al leader dell’opposizione Naval’ny, attualmente in carcere, se non un’obliqua perifrasi: “chi sfrutta le difficoltà come strumento di propaganda”.

Infine, al Presidente non è stato mai chiesto se intenda candidarsi nuovamente per le elezioni presidenziali, previste per Marzo 2018. Per Putin sarebbe il quarto mandato, dopo aver vinto nel 1999, nel 2004, e nel 2012. Il terzo mandato è stato possibile grazie ad un cambiamento della Costituzione, che inizialmente autorizzava soltanto a due mandati. Non è ancora prudente giudicare se questo silenzio sia dovuto al fatto che la candidatura di Putin sia scontata, oppure apra la porta a degli scenari molto più incerti. Di sicuro, i messaggi apparsi sul megaschermo parlano chiaro: per una parte dell’elettorato, “tre mandati sono sufficienti”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...