La Russia oggi: notizie da Cremlino e dintorni.

-Il Ministero della Difesa russo ha comunicato di aver probabilmente ucciso il leader dell’ISIS Al-Baghdadi durante un raid aereo nella periferia di Raqqa del 28 Marzo. Ad ogni modo, esistono diverse ragioni per dubitare della veridicità dell’annuncio. Innanzitutto, secondo quanto riportano fonti di intelligence, la maggior parte della leadership dell’ISIS avrebbe lasciato Raqqa mesi prima del raid. Secondariamente, non è stata intercettata nessuna comunicazione dell’ISIS stesso che potrebbe far pensare alla morte del leader. Naturalmente la Russia, che dall’inizio della guerra in Siria si è presentata come l’unica potenza occidentale a combattere l’ISIS in campo aperto, avrebbe ogni interesse a vantare un simile successo, sia per ottenere maggiore credibilità sul piano internazionale sia per stabilizzare il consenso a livello interno.

-Il Senato americano mercoledì ha votato un’espansione delle sanzioni contro la Russia che implica nuove restrizioni su oleodotti e gasdotti. L’obiettivo principale di queste nuove sanzioni è il progetto Nord Stream 2, che dovrebbe cominciare a portare gas russo in Europa a partire dal 2019. Germania e Austria hanno prontamente condannato questo provvedimento come “opportunismo economico” da parte degli USA, il che è indice di come l’energia sia ancora un efficace strumento nelle mani della Russia per mettere in crisi l’alleanza euro-americana. Dal canto suo, la Russia ha ufficialmente comunicato di non essere pronta a condurre trattative con la Commissione Europea sull’applicazione al Nord Stream 2 delle leggi europee in materia energetica. Queste esitazioni sono probabilmente dovute al desiderio da parte della Russia di non compromettere la propria posizione nell’arbitraggio dell’OMS sul Terzo Pacchetto Energia, come suggerisce un’analisi del quotidiano Kommersant.

-Uscirà stasera la quarta parte delle Putin Interviews di Oliver Stone. Il regista è stato già criticato per non aver posto domande abbastanza scomode al leader russo, nonostante Putin abbia più volte interrotto l’intervista prima del tempo stabilito, infastidito dall’insistenza del regista. Secondo l’agenzia RIA Novosti, nell’ultima intervista Putin avrebbe parlato di una “eccessiva demonizzazione” della figura di Stalin, dicendo che si è trattato di “un modo per attaccare l’Unione Sovietica e la Russia”. “Stalin, avrebbe proseguito Putin, è stato un prodotto della sua epoca. Lo si può demonizzare quanto si vuole, e allo stesso modo si possono ricordare i suoi meriti nella vittoria contro il nazismo”. Nel corso della stessa intervista, riporta il quotidiano Vedomosti, Putin avrebbe paragonato gli ultimi giorni dell’amministrazione Obama a quelli del Politbjuro sovietico, “quando avevano cominciato a conferirsi a vicenda onorificenze e medaglie”.

-L’Ucraina non potrà portare a termine la costruzione di strutture fortificate al confine con la Russia per mancanza di fondi, riporta l’agenzia TASS. Il muro, la cui costruzione era stata voluta nel 2014 dal governo di Arsenij Jacenjuk, è stato completato solo per il 14%.

-La condanna per Aleksej Navalny è stata diminuita da 30 a 25 giorni.

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