La Russia questa settimana: notizie da Cremlino e dintorni.

Domenica 2 luglio

14 persone sono morte in Tatarstan in seguito ad un incidente stradale: un autobus passeggeri è andato a sbattere contro un autocarro.

 

Sabato 1 luglio

Nel centro di Mosca sono state fermate due attiviste coinvolte in un’azione di protesta contro la censura. Le ragazze avevano la bocca sigillata con lo scotch, e in mano tenevano fogli di carta bianca. La manifestazione è da ricondurre al movimento Protestnaja Moskva (traducibile come “Mosca in protesta”), che sui social network si definisce “canale per i cittadini di Mosca e della Russia che non rimangono indifferenti, e che sono pronti a impegnarsi attivamente nella lotta per un futuro migliore”.

 

Venerdì 30 giugno

Si è tenuto a Mosca il Primakov Readings International Forum, organizzato dall’Istituto Nazionale di ricerca Primakov per L’Economia Mondiale e le Relazioni Internazionali dell’Accademia delle Scienze russa (IMEMO). Fra i partecipanti c’erano l’ex Segretario di Stato americano Henry Kissinger e il Ministro degli Affari Esteri russo Sergej Lavrov. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Lavrov ha ammesso per la prima volta che la Russia è in guerra con l’Ucraina nella regione del Donbass. Sul sito ufficiale del Ministero degli Esteri potete trovare in inglese il testo integrale dell’intervento di Lavrov: http://www.mid.ru/ru/foreign_policy/news/-/asset_publisher/cKNonkJE02Bw/content/id/2804842?p_p_id=101_INSTANCE_cKNonkJE02Bw&_101_INSTANCE_cKNonkJE02Bw_languageId=en_GB)

A Bologna è stato arrestato un combattente delle truppe volontarie ucraine per sospettato coinvolgimento nella morte del fotografo italiano Andrea Rocchelli e dell’attivista russo Andrei Mironov, uccisi il 24 maggio 2014 a Sloviansk, nel Donbass. Secondo il Procuratore Generale dell’Ucraina, l’arrestato si chiama Vitalij Markov, ed è cittadino italiano e ucraino.

Mosca è stata colpita da quella che viene considerata la più forte tempesta degli ultimi novant’anni. La maggior parte dei voli in partenza dagli aeroporti moscoviti è stata cancellata o rimandata, e la linea circolare della metropolitana ha smesso di funzionare a causa di alberi caduti. La tempesta avrebbe provocato almeno due morti. Un’altra ondata di maltempo in maggio aveva lasciato 18 morti e numerosi feriti.

 

Giovedì 29 giugno

In un briefing con la stampa, il portavoce del Ministero degli Affari Esteri Maria Zakharova ha dichiarato che la Russia nota degli sviluppi positivi nella situazione politico-militare in Siria, come risultato diretto dell’implementazione del memorandum del 4 maggio sulla creazione di zone di distensione sul territorio siriano e il consolidamento del regime di cessato il fuoco. Purtroppo, ha proseguito Zakharova, questi progressi sono messi a rischio da nuove accuse contro le autorità siriane, provenienti da Washington, secondo le quali Assad starebbe preparando un nuovo attacco chimico. “Abbiamo preso nota di queste accuse e le abbiamo commentate. Sappiamo anche che nessuna prova è stata fornita a loro sostegno. La situazione che si è delineata richiama una provocazione militare e informatica di larga scala che è diretta non solo contro le autorità siriane ma anche contro la Russia. Queste accuse e minacce suonano ciniche sullo sfondo delle azioni apertamente illegali condotte dalla coalizione anti-ISIS guidata dagli Stati Uniti contro lo Stato sovrano della Siria […] Mosca considera questi atti unilaterali di aggressione come lampanti violazioni del diritto internazionale e dei principi di sovranità e integrità territoriale della Siria”, ha dichiarato la portavoce. Il testo completo dell’intervento si può trovare in inglese sul sito del Ministero degli Affari Esteri a questo indirizzo: http://www.mid.ru/en/foreign_policy/news/-/asset_publisher/cKNonkJE02Bw/content/id/2804352

Il Tribunale Militare di Mosca ha dichiarato cinque ceceni colpevoli dell’assassinio del politico russo di opposizione Boris Nemtsov, ucciso a colpi di pistola il 27 febbraio 2015 non lontano dalla Piazza Rossa. Secondo quanto è stato dichiarato nel tribunale, i cinque uomini avevano ricevuto un’offerta di 15 milioni di rubli ciascuno (più di duecentomila euro, ndr) per assassinare Nemtsov. Per quanto riguarda il mandante dell’omicidio, le autorità stanno attualmente indagando su Ruslan Makhudinov, un ufficiale dei servizi segreti ceceni.

La compagnia petrolifera statale Rosneft ha concluso con la cinese Beijng Gas Group un accordo che le garantisce l’accesso al mercato domestico cinese, in cambio di una quota significativa di Verkhnechonskneftegaz, una sussidiaria di Rosneft responsabile dello sfruttamento di uno dei più grandi giacimenti della Siberia orientale. L’accordo rappresenta un altro importante passo nella collaborazione energetica fra Russia e Cina.

 

Mercoledì 28 giugno

Ukrenergo, la compagnia energetica nazionale ucraina, ha firmato un accordo per la connessione alla rete energetica europea. Se il paese rispetterà le condizioni dell’accordo, il sistema energetico ucraino potrà sincronizzarsi con quello europeo nel 2025 e isolarsi dalle reti elettriche di Russia e Bielorussia, che sono sincronizzate dai tempi dell’Unione Sovietica. Si tratta di un passo importante per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia, che rappresenta un motivo ulteriore di tensione fra i due paesi.

Constanze Stelzenmüller, Senior Fellow del think tank americano Brookings, ha testimoniato davanti alla Commissione Speciale sull’Intelligence del Senato americano riguardo all’interferenza russa nelle imminenti elezioni tedesche, previste per il 24 settembre, dichiarando che “c’è un ampio consenso a Berlino sul fatto che la Russia tenterà di intervenire sulle decisioni degli elettori”.

Il leader del comitato moscovita del partito di opposizione Jabloko è stato arrestato mentre protestava davanti alla sede del Consiglio Federale.

 

Martedì 27 giugno

Un cyberattacco internazionale è stato sferrato contro i sistemi informatici in Ucraina e si è poi diffuso colpendo diverse compagnie in Russia, Francia, Regno Unito, Stati Uniti e persino Australia. La SBU (i servizi segreti ucraini) ha dichiarato che l’attacco era stato portato avanti dallo stesso hacker che aveva colpito la rete di trasmissione elettrica ucraina nel dicembre 2016. In seguito, il primo luglio, il governo ucraino ha dichiarato che i servizi segreti russi erano coinvolti nell’attacco, ma il portavoce del Cremlino ha subito smentito le accuse. Il virus informatico ha colpito anche diverse compagnie russe, fra cui il gigante petrolifero Rosneft, il che suggerirebbe l’assenza di un coinvolgimento russo. Il virus criptava dati presenti sui computer, e chiedeva alle vittime di pagare un riscatto di 300 dollari per recuperare l’accesso alle informazioni. Esperti di cybersicurezza ucraini, però, sostengono che il pagamento del riscatto fosse solo una cortina di fumo per nascondere il vero obiettivo dell’attacco, ovvero “distruggere dati importanti, bloccare il lavoro di istituzioni pubbliche e private in Ucraina e diffondere il panico”.

 

Lunedì 26 giugno

Un professore dell’Università Statale di Diritto di Mosca (MGYuA), Henry Reznik, ha annunciato le sue dimissioni in seguito alla decisione dell’università di installare nuovamente una targa commemorativa dedicata a Stalin, il quale aveva tenuto un discorso nell’edificio dell’università nel 1924. Spiegando la sua decisione di dimettersi, Reznik ha dichiarato a Ekho Moskvi: “Stalin ha significato agenzie statali extragiudiziali e repressioni di massa […], tortura legalizzata, deportazione di intere popolazioni, dissoluzione di tribunali indipendenti”. Qualche giorno più tardi, diversi professori dell’Alta Scuola di Economia hanno annunciato che avrebbero da quel momento rifiutato qualsiasi collaborazione con la MGYua per lo stesso motivo.

Il leader dell’opposizione Aleksej Naval’nyj è stato inserito dal settimanale Time nella lista delle 25 personalità più influenti di internet.

 

Domenica 25 giugno

Donald Trump ha accusato il suo predecessore Barack Obama di non aver agito per impedire l’interferenza russa nelle elezioni presidenziali del novembre 2016. Secondo un articolo del Washington Post, infatti, già dall’agosto 2016 Obama era stato informato di un coinvolgimento diretto del Presidente russo Vladimir Putin. Queste dichiarazioni rappresentano un deciso cambio di rotta nella strategia mediatica di Trump, che fino a pochi giorni fa negava completamente la possibilità che ci fossero state delle interferenze da parte russa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: